Alice a Erez (attenzione contenuto altamente volgare)

tornello1La sensazione di tristezza che ti prende quando lasci Gaza viene mitigata solo dall’incazzatura che ti provoca il controllo a Erez quando entri in Israele, quando ti fanno lasciare tutto quello che hai, ti fanno aspettare davanti a mille porte chiuse, poi l’omino delle valigie indica “1234″ andate. Scatta il verde della porta di fronte a te.. entri in un’altra stanza di fronte al bodyscan, aspetti, tocca a te,  passi, e ti infilano in uno scompartimento tipo quello dei cavalli prima della partenza di una corsa. Un ragazzino da un ufficio in alto guarda la scena prende il telefono e chiama l’omino del body scan e fa rientrare prima la signora palestinese e poi me dentro il body scan, gambe divaricate in senso longitudinale mani in alto palmi rivolti verso di me.  Quindi in una posizione leggermente diversa da quella  precedente. Penso che forse il  mio assorbente interno li ha insospettiti. La signora però mi sembra in meno-pausa, ma forse a pensarci bene no magari c’ha le mestruazioni pure lei.

Poi di nuovo nello scomparto da cavallo. Ancora aspettiamo,  il ragazzino riprende il telefono indica e dice qualcosa,  di nuovo prendono la signora palesitnese e la fanno entrare nel bodyscan. porca troia  inizio a suonare il campanello dello scomparto da cavalli, non ci rientro per la terza volta.. allora mi aprono e mi dicono di entrare nella porta numero 4 (ci sono porte ovunque numerate).  Stanza con le pareti un po’ più alte, e due o tre porte di comunicazione e tre sedie. Mi siedo e aspetto. Ad un certo punto mi sembra di sentire una voce, inizio a girare la testa disorientata tipo ray charles quando canta per capire da dove viene. “voltati” mi volto,  ”Guarda in alto”  forse è così che mosè ha ricevuto le tavole della legge? oppure come alice o mangiato un fungo allucinogeno e  non me ne sono resa conto. “guarda a sinistra. ancora a sinistra”, “in alto”.  E’ lo stupido ragazzino che mi dice di aprire la porta davanti a me e di sedermi sulle sedie di questa stanza  successiva.  Faccio il saluto  militare e mi siedo. Poi arriva una voce femminile  che mi fa entrare in una ulteriore stanza questa non è asettica come le altre, sono su una grata vuota sotto,  c’è  una finestra , uno scanner per valigie e  quello che mi sembra un letto per neonati (?) brutta e degradata.. non mi piace, sembra una brutta stanza per gli interrogatori, c’è  una porta , prendo  il pomello  è aperta, felice esco  sperando di aver finito. e di nuovo la voce dall’altro. “Rientra in quella stanza!”. Cazzo Alice hai sbagliato un’altra volta.
Finché dalla finestra della stanza non arriva una ragazza e attraverso il microfono non mi dice di togliermi la maglietta e metterla sul nastro dello scanner per valigie. Perché sono passata due volte dal bodyscan? é la procedura mi fa. Sì vabbè comunque ho un trattamento speciale. Mi dispiace mi dice.  ’Sti cazzi penso mentre mi tolgo la maglietta. Ma in reggiseno capisco qual è il problema: non ci potevano credere che avessi tutte quelle tette.

Tags :