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balcani: europa o quasi, commenti dal margine

M.

2013-05-07 12.47.05E’ tanto tempo che lucy non si palesa, non si impossessa di me per guardare tutto con i suoi occhi allucinati e struggenti. Forse non vede cose tanto degne di essere scritte o forse quelle che vede non le vuole scrivere, o forse le scrive a qualcun altro. Non si sa mai che le passa per la testa.

Mi manca un po’ a dire la verità. Perché Lucy avrebbe raccontato del quartiere in maniera eccellente avrebbe raccontato ad esempio di quel signore enorme, M., che da quando m’ha beccata ad un bar una domenica mattina non perde l’occasione per attaccare discorso. Il tizio zoppica e si muove male per via della sua corportatura, mi rimane in mente la prima volta che mi beccò al bar e per fare colpo su di me faceva i complimenti al cane. Deve fare almeno il gesto di accarezzarlo e per farlo si deve abbassare, azione non di poco conto, quindi con una mano si appoggia al tavolino dove stavo bevendo il caffè fa scivolare la gamba zoppa dritta, piegando l’unica che può piegare, e faticosamente accarezza la testa di Max. Sembrava una specie di passo di danza al rallentatore e per un attimo ho avuto paura che crollasse lì davanti a me che lo guardavo con la brioche a mezz’aria.

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Caro amico …

2013-01-01-141730Un anno fa sbarcavo a Roma con le valigie di cartone, un cane e le gomme da neve serbe. M’innamoravo della città come una Audrey Hepburn qualunque e mi mettevo ad imparare l’idioma locale con enormi difficoltà. Dopo un anno penso di padroneggiare abbastanza bene l’ “esticazzi” ma l’espressione che più vorrei saper dire con naturalezza è “Macché so’ ancora a caro amico..” magari nel 2014..

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Tutta colpa di Ivan..

Cinema Odeon BFE

Cinema Odeon BFE

Quando ho visto il gruppo di rom serbi che cantavano in serbo sul palco della flog e mille persone a ballare scatenate ho detto a Simone Malavolti “non so se ti rendi conto cosa siamo riusciti a fare” e lui ha detto “si in effetti fa un po’ paura”. E l’Elisa Bacciotti poco prima mi aveva detto tra l’incredulo e il commosso “E’ tutto come lo avevamo immaginato mentre scrivevamo il progetto mangiando pizze fino alle 2 di notte”. (Read more…)

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one hundred cells

foto1La prima volta che sono andata a Centocelle era per vedere una casa da affittare a dicembre dell’anno scorso. Ancora non romana, prendo questo bus, il 105, dove ero l’unica bianca e c’era tanta, ma tanta gente. La fermata all’altezza di Centocelle non arrivava mai ed ero già pentitissima di aver risposto all’annuncio. Il padrone di casa mi era venuto a prendere alla fermata e mi fa ‘è a due minuti a piedi da qui’. Era buio, la via Casilina enorme e fatiscente era deserta il signore mi trascinava per stradine che si facevano via via più piccole, con le case basse, da paese. Si svolta a destra, poi a sinistra, poi di nuovo a destra.. ero già persa e comunque col cavolo due minuti a piedi. La casa era una villetta con 3 camere una cucina grande, piccolo cortile/giardino pavimentato sia davanti che dietro. Era molto carina e conveniente, trovando le altre persone, ma io ero inorridita da quanto fosse lontana e buia e deserta. L’omino mi diceva che lui n realtà non andava più in centro che ormai si trovava molto meglio a Centocelle che anzi qui c’era un centro vivo che c’era tutto etc etc. Lo lasciavo parlare e annuivo educatamente ma lo guardavo un po’ di sottecchi pensando vabbè me stai a venne’ l’appartamento.. te credo che me dici così.

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Del carcere e di Goliardo

anarchiciHo scoperto di non essere l’unica ad andare a controllare ossessivamente la cassetta delle lettere. Lo fanno anche gli altri e si controllano e consolano a vicenda “Ma a te ti ha scritto? e tu gli hai scritto? Quando? Eh sai in carcere è tutto più complicato, poi l’hanno trasferito. C’era questo mio amico che era dentro gli scrivevano tantissime persone e lui diceva sempre che era fondamentale, che è la noia che ti uccide. Vedrai ora ti risponde”. Eppure è difficile mettere da parte questa sensazione di essere stati abbandonati.

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Riflessioni dall’altra parte del check point

foto-2-0011Israele mi innervosisce sempre non c’è verso, perché è come una madre isterica a volte sorride ma a volte ti dà dei marrovesci assurdi. E non sai mai in quale momento stai per entrare. E a lei piace così, piace la tensione, non conosce altro, ne ha fatta una forma di sopravvivenza. Perché secondo lei è normale vedere tutti questi ragazzi vestiti da militari con la mitragliatrice a tracolla, mentre ascoltano l’ipod, aspettano l’autobus, chiacchierano.. (Read more…)

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Alice a Erez (attenzione contenuto altamente volgare)

tornello1La sensazione di tristezza che ti prende quando lasci Gaza viene mitigata solo dall’incazzatura che ti provoca il controllo a Erez quando entri in Israele, quando ti fanno lasciare tutto quello che hai, ti fanno aspettare davanti a mille porte chiuse, poi l’omino delle valigie indica “1234″ andate. Scatta il verde della porta di fronte a te.. entri in un’altra stanza di fronte al bodyscan, aspetti, tocca a te,  passi, e ti infilano in uno scompartimento tipo quello dei cavalli prima della partenza di una corsa. (Read more…)

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gazeing

carrettoIl caldo di Gaza è bollente, non è solo perché bisogna essere coperte perché altrimenti si offende il pubblico pudore, ma il sole picchia e non c’è un filo di vento, ho l’impressione di essermi bruciata le labbra, l’unico pezzo sporgente del mio corpo. Qui al centro culturale l’acqua minerale si è confusa con quella filtrata e quindi solo desalinizzata, quindi boh. Insomma non sto bevendo da stamattina quindi probabilmente morirò disidratata.. (Read more…)

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flusso di coscienza sul settore immobiliare a roma

432212_10150738167715348_518955347_11481262_1575133384_nL’argomento più dibattuto a Roma è la casa. In tutte le salse. Casa da comprare, casa da affittare, camera, monolocale, con giardino, balcone, termo-autonomo, in condivisione o soli. Il piano casa della Polverini…  E le zone, chi teorizza il fuori Roma casetta magari in campagna con lo spazio fuori e chi dice che poi farsi tutto il traffico per lavorare a Roma non ha senso. Roma nord più fine ma collegata male, Roma sud collegata ma coatta? Scegliere in base agli amici o in base alle scuole per i figli? Trastevere e Prati vanno escluse. La Garbatella ex quartiere di case popolari ora è un gioiellino, organizzano visite turistiche al quartiere, quindi è fuori budget. Le pagine di internet più sfogliate sono quelle di Portaportese. A quanto è il metroquadro? qui siamo a 4/4.500 ed è Torpignattara.

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metropolization

Finalmente sono una commuter. Finalmente vado in ufficio, parlo dei mezzi che prendo e di quando ci metto. Ed esulto quando ci metto 45 minuti. Finalmente mi lamento del capo, dei colleghi di quanto lavoro e di quanto sia colpa degli altri. Finalmente agogno il weekend e la sera mi addormento sul divano degli amici se esco a cena fuori. Finalmente prendo il tram – schiacciata come una sardina – e la metro – schiacciata come una sardina. (Read more…)

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